Piuttosto che incontrarvi farei bungee jumping

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Lady Ubuntu (Lady Umanità) è musica, decisamente lo-fi acid electro, fatta con due programmi open source e gratuiti che si chiamano Linux MultiMedia Studio (nato solo nel 2010) e Audacity. E' una punk band astratta che scrive “Slam Poetry” e che schiaffeggia l’ascoltatore con le parole.

Il disco d'esordio, intitolato Piuttosto che incontrarvi farei bungee jumping, uscito il 22 Maggio per Biggie Records e distribuito da Self, più o meno si può definire rock senza suonare una sola nota.

Il titolo Piuttosto che incontrarvi farei bungee jumping riassume bene l'argomento portante del disco: si parla di sentimenti di paura, di fastidio, di repulsione, di rabbia e in genere di tutti quei sentimenti negativi che si possono immaginare nei confronti del prossimo, del mondo esterno e del luogo in cui viviamo.

Questo mondo esterno assume nel disco tantissime forme: Francesco inveisce contro la cosiddetta società dell'immagine e della comunicazione a tutti i costi. Contro il bombardamento informativo, contro i social network e i modi di relazionarsi che si portano dietro. Ma anche contro la ex che si vede che è nata nell'anno di Chernobyl, contro le malelingue che sembrano sagome grigiastre imbullonate. E poi contro uno Zio e contro il caos del mondo di fronte al quale non si può che tremare. E poi ancora contro gli amici musicisti che suonano solo in cuffia e contro i cantanti famosi e patinati. E infine contro il Popolo di Sinistra, che ha lasciato le strade e le piazze ai vigili urbani e che ti lascia lì nel circolo Arci, a mangiare da solo e a combattere con i gadget dei sordi.

Tra i brani presenti nell'album, Non posso che tremare (di fronte all'ira funesta dello Zio) si potrebbe definire come il resoconto trasognato di uno scontro generazionale; Coraggio ha un testo che recita semplicemente “coraggio“ e si conclude con una smitragliata; Dentro a Nei primi anni '90 ci sono i ricordi e i non ricordi di un'adolescenza vissuta appunto negli anni '90; È la maledetta solitudine è una specie di sfogo, ma anche una specie di riflessione, parla del fatto che il mondo esterno è indispensabile all'individuo e proprio per questo è pericoloso, del sentirsi spersonalizzato di fronte agli altri, dell'uso strumentale che si può fare delle persone.

Francesco tiene a sottolineare la vena “violenta” ma anche ironica dei testi: sostiene di essere stato molto diretto nella scelta degli argomenti, di aver usato però anche una buona dose di ironia, che può delle volte diventare umorismo vero e proprio e che in genere produce un'atmosfera decisamente surreale, forse perché combinata all'interpretazione rabbiosa.

La scelta del programma è stata all'inizio casuale, quasi una prova. Man mano che i pezzi prendevano vita, il trio si è reso conto di come prendeva sempre più piede l'idea di spregio della tecnica, di rifiuto di ciò che è magnificente e costoso e di autolimitazione delle possibilità che crede siano proprie del punk e del “do it yourself”.

I Lady Ubuntu giocano quindi a far incontrare e scontrare il finto e il vero: possiamo dire con certezza che ci riescono proprio bene! Solo una pecca per questo lavoro: si parla di Bungee Jumping, ma l'uomo in copertina non è forse un impiccato? A voi l'interpretazione!

 

Silvia Fazzini

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Autore di questo Articolo

Sara Rossetti

Sara Rossetti

Appassionata di musica, la laurea in scienze dei beni culturali mi ha aperto la mente facendomi esplorare realtà musicali più classiche. Vicina a chi come me prova passione in tutto ciò che fa, sono una persona determinata, con un sogno nel cassetto, pronta a fare di tutto per realizzarlo. Il mio motto è: Carpe diem!

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