Macao meravigliao: ne abbiamo bisogno?

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Sarò controcorrente. Si, in questo editoriale molto probabilmente non raccoglierò le simpatie ne in redazione ne tra i lettori.

Macao google maps, a prima ricerca, non mi fa trovare in alcuna località portoghese o ispanica, ma una metropoli cinese: guardate questa mappa.

Il caso invece, a cui si riferisce l’opinione pubblica negli ultimi 10 giorni, è l’occupazione di un luogo privato nelle vicinanze del centro città di Milano da un gruppo di giovani artisti. La torre Galfa, di proprietà di Ligresti, è stato sgomberato alle 6:30 di Martedì 15 Maggio.

Da quel momento ho letto in rete migliaia di persone contro lo sgombero del centro culturale di Macao. Band come gli Afterhours hanno dichiarato a Repubblica che Macao rappresenta Milano: “Sono loro i veri Milanesi”. Dario Fo è arrivato e ha dato la sua opinione.

In un periodo in cui i veri problemi sono le monete in tasca per pagare pane e acqua, secondo la mia opinione lo sgombero è stato giusto e necessario.

L’impressione che ho dopo questa azione è che ora ci sia la corsa alla partecipazione, la corsa all’esserci all’evento. Piano piano, mentre si spegne il fuoco, comincia lo sgombero. Il sito www.macao.mi.it non viene più aggiornato e le tende si levano dallo stabile. Insomma svanisce la protesta.

Come se tutta questa voglia di cultura finisca dopo il salto della staccionata della proposta. E proprio ora che comincia “il bello”, il centro della cultura, non c’è più nessuno.

Il sindaco Pisapia ha dichiarato che lo sgombero era necessario. Intanto promette un nuovo spazio, l’Ansaldo: “Ho parlato con gli assessori e abbiamo trovato una soluzione, un luogo che molto ricorda la storia di Milano. Metteremo a disposizione l’ex-Ansaldo, in zona Tortona, un bellissimo spazio, nel giro delle prossime settimane, a chiunque voglia arricchire la città con progetti culturali“

Chi vivrà vedrà… Mens sana in corpore sano.

L’importante è che Macao o altri centri culturali non si fermino alla protesta ma che continuino a creare e a vivere l’arte. L’Italia e gli Italiani ne hanno un gran bisogno, soprattuto in questo periodo di crisi culturale.

 

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