I Matia Bazar sono nati artisticamente a Genova nel 1975: Piero Cassano, Aldo Stellita e Carlo Marrale provenivano dai Jet, Giancarlo Golzi suonava nel Museo Rosenbach.
L’incontro con Antonella Ruggiero, allora cantante solista, fu determinante per la nascita della band che raggiunge immediatamente la popolarità grazie al primo singolo Stasera che sera (1975).Il 1978 vede la pubblicazione di una serie di hits mondiali, tra cui Per un’ora d’amore.
Piero Cassano lascia il gruppo e alle tastiere subentra l’eclettico musicista Mauro Sabbione. Inizia il primo grande cambiamento del sound dei Matia: è il momento della svolta tecno di Fantasia, dell’elegante Vacanze Romane, della sperimentale Aristocratica e della delicata Souvenir. Sempre nel 1985 con Ti sento, vendono milioni di copie, consolidando la propria fama internazionale. Benvenuti a Sausalito, testimonianza pop rock che evidenzia un’ulteriore capacità del gruppo di muoversi attraverso differenti spazi musicali.
Nel 1998 viene a mancare l’amico fraterno Aldo Stellita, bassista e autore storico del gruppo. Dopo un inevitabile momento di smarrimento, Giancarlo Golzi decide di andare avanti anche in nome dell’insostituibile compagno di viaggio e ricontatta Piero Cassano. La ricerca di una nuova vocalist porta alla scoperta di Silvia Mezzanotte, voce straordinaria conosciuta da anni nell’area dei club della sua amata Bologna. Alla band si unisce Fabio Perversi, giovane arrangiatore e polistrumentista monzese.
Dal 2005 al 2010 è il periodo della formazione con alla voce Roberta Faccani, per poi tornare a suonare con Silvia Mezzanotte.
I Matia Bazar parteciperanno per la dodicesima volta nella loro carriera alla 62° edizione del Festival di Sanremo dal 14 al 18 Febbraio 2012 con il brano “Sei Tu” . Nella serata “Viva l’Italia” duetteranno con l’artista internazionale Al Jarreau, coronando il loro sogno grazie all’intervento dell’impresario e manager internazionale Francesco Sanavio. Si esibiranno interpretando il brano “Speak Softly Love”, famosissimo tema del film “Il Padrino” . (tratto dal sito ufficiale http://www.matiabazar.com)



