Domenico Modugno nasce a Polignano a Mare (BA) il 9 gennaio 1928. Il padre è comandante della Polizia Municipale, la madre è casalinga. Ultimo di 4 fratelli si porterà per sempre dietro il nomignolo di Mimì.
Sin da piccolo si dedica a studiare la chitarra e la fisarmonica con la quale si esibirà in feste di paese al suo ritorno a casa dopo una parentesi torinese e il servizio militare a Bologna. In questo periodo si conquista la fama di femminaru (sciupafemmine), grazie al suo aspetto fisico e alle sue doti canore.
Negli anni '50 comincia a dedicarsi alla recitazione, che lo porterà a Roma, al Centro Sperimentale di Cinematografia, per frequentare la quale vince anche una borsa di studio. Durante questa esperienza conosce Francesca Gandolfi, aspirante attrice siciliana che diventerà sua moglie. Cominciano le prime collaborazioni con la Radio Rai e in quel periodo fiorisce la leggenda per cui Domenico Modugno sia siciliano, forse per la grande somiglianza del dialetto salentino col siculo. Modugno non smentisce (forse costretto dai dirigenti RAI) e si attira le antipatie dei suoi compaesani.
Comincia la sua carriera anche come cantante folkloristico e nel 1954 pubblica il suo primo disco: La cicoria/Ninna nanna. Comincia a fars conoscere come cantastorie, narrando storie di vita quotidiana spesso in dialetto. Ma la sua consacrazione definitiva avverrà al Festival di Sanremo del 1958 dove, accompagnato da Johnny Dorelli, canterà Nel Blu Dipinto di Blu, un successo planetario.
Per tutta la sua vita è stato cantautore di valore inestimabile, ma anche attore, partecipando a numerosi film con Ciccio Ingrassia e Franco Franchi, e con Mina. Sarà ricordato anche per aver musicato opere poetiche di Salvatore Quasimodo e Pier Paolo Pasolini e fu molto amico di Eugenio Montale, pur non avendo mai trasposto in musica nessuna sua opera.
Il 12 giugno 1984 Modugno viene colpito da un ictus e la paralisi che ne conseguì gli impedì di tornare a cantare. Le sue condizioni migliorarono nei mesi successivi, e Modugno decise di dedicarsi attivamente all'impegno politico, che già da tempo seguiva, dapprima col Partito Socialista, poi con i Radicali, combattendo con loro numerose battaglie sociali, tra cui quella per il miglioramento delle condizioni dell'ospedale psichiatrico di Agrigento. Proprio ad Agrigento fu eletto consigliere comunale nel 1990.
Il 6 agosto 1994 muore nella sua casa di Lampedusa, stroncato da un infarto.
Negli anni 2000 molti gli omaggi alla sua arte, che rivalutano la sua musica e il personaggio.



