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Scusi, da che parte per il sogno americano?

Springsteen torna a misurare la distanza fra realtà e promessa con il suo "Wrecking Ball"

scritto da Paolo Carelli
20/02/2012
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Scheda Artista

Era il 1984 quando Bruce Springsteen cantava Born in the U.S.A., una canzone tutt’altro che celebrativa nei confronti dell’America. Il brano fotografava una situazione paradossale: un paese che mandava a morire in guerra i propri figli e questi ultimi che, quando tornavano, scoprivano che non avevano più posto nella realtà che avevano dovuto difendere armi in spalla.

Oggi, a tormentare gli Stati Uniti e le nuove generazioni americane non è più una guerra in terra straniera, ma la crisi economica. Non ci sono nemici stavolta, non nel senso tradizionale del termine almeno, ma la distanza percepita fra il famoso 99% e il restante 1% è tanta, troppa. È per questo che il Boss ammette di aver accantonato il progetto con cui era partito per dedicarsi a quest’altra idea, quella che ha preso corpo nella forma di Wrecking Ball.

Il singolo d’apertura, We Take Of Our Own, racconta di un’America di “cuori induriti” e di una “strada delle buone intenzioni completamente prosciugata”. Così, il ritornello che è anche il titolo della canzone finisce per suonare vuoto, in contrasto con la realtà dei fatta. Ed è per questo che Springsteen si definisce un “patriota arrabbiato”, perché il sogno americano è stato tradito un’altra volta.

L’album arriverà il 6 marzo, ma è stato già presentato in terra francese, al teatro Marigny di Parigi per la precisione. In molti però avranno temuto la fine della E-Street Band quando, nel giugno scorso, Clarence “Big Man” Clemons si è spento, in seguito a complicazioni nate da alcuni problemi di salute che da tempo non gli davano tregua. Lo stesso Springsteen ha vacillato, dato che lui e Clemons si conoscevano da quarant’anni, ma alla fine la band è sopravvissuta anche a questa durissima perdita.

A ereditare il ruolo di Big Man ci sarà un’intera sezione fiati, della quale farà parte anche Jack Clemons, nipote dello storico sassofonista del complesso rock americano. Il nuovo album verrà accompagnato anche da una immancabile tourneé, durante la quale Springsteen tornerà in Italia e, in particolare, a Milano. Nel capoluogo lombardo aveva suonato l’ultima volta nel 2008, l’anno del famoso “fattaccio” di S. Siro: 22 minuti di concerto in più che costarono a lui e alla Barley Arts una denuncia, tutto sommato esagerata e decisamente fuori luogo.

Fortunatamente, l’attesa è finita: il 7 giugno 2012 vedremo di nuovo Bruce Springsteen e la leggendaria E-Street Band in scena al Meazza, per poi esibirsi il 10 giugno a Firenze e l’11 a Trieste. Milano sarà mancata al Boss? Molto probabilmente sì, ma una cosa è certa: lui è mancato a Milano e ai milanesi. Bentornato, Bruce.

TAGS: bruce springsteen, wrecking ball, nuovo album, we take care of our own, nuovo singolo, concerto, milano, giugno

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