Sabato a Roma abbiamo assistito tutti ad una giornata di deficienza popolare.
Deficienza intesa come mancanza, molta mancanza. Mancanza di organizzazione, di comunicazione, di immagini e di video. Mancanza di etti, kili e tonnellate di intelligenza.
Ho preferito lasciar passare qualche giorno, per riflettere meglio su quanto accaduto. Prima di farmi prendere da spiriti troppo nazionalisti e pessimisti.
Nei giorni successivi alla manifestazione sono circolati nomi altisonanti modello ''anni 80" come "er pelliccia" e leggi speciali "anni 70". Nemmeno in questo periodo c'è originalità o stile contemporaneo.
E il mondo della musica e dei giovani?
Travolto e silenzioso.
Er pelliccia, uno dei ragazzi riconosciuti come manifestanti violenti, al secolo Fabrizio Filippi viene così descritto dal Corriere.it citando il suo profilo su Badoo:
"…Sul sito, sul quale Fabrizio era on line da circa una settimana e sul quale era noto col nome di Ravers, si presenta con poche, innocue informazioni. Amante del rap, dell'hard tek, del dnb, ovvero la musica elettronica tipica dei rave party. Come film cita un cult dello «sballo» ovvero Paura e delirio a Las Vegas, una pellicola con Johnny Depp e Benicio Del Toro fanno uso smodato di ogni sostanza psicotropa. Il libro preferito è Quattro anni all'inferno, la storia di un ragazzino di 14 che fugge da una setta satanica. Per lo sport cita il tennis. Insomma un ragazzo all'apparenza normale, che forse voleva solo far colpo con le coetanee…"
(cit edizione 18 ottobre http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_18/pelliccia-er-ritratto_8a688fde-f977-11e0-bc4b-5084eabf7820.shtml)
La musica e le abitudini sociali delle persone sono sempre più importanti per gli "old media" rispetto alla scena, al corpo e all'oggetto del fatto su cui dovrebbero soffermarsi. Ed ecco che la sintesi dell'articolo e dell'aspetto comunicativo diventa i giovani, poco sesso, molta droga e forse rock'n'roll.



