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Intervista

I Cosi a RadioIndie Music Like

Un'altra intervista in anterprima per OkMusik

scritto da Corinna Caccianiga
14/06/2012
articolo letto 464 volte

Nella penultima puntata prima della pausa estiva gli amici di RadioIndie Music Like incontrano Marco Carusino de I Cosi, band saliti alla ribalta con il loro ultimo albumCanti Bellicosi.

RML: E oggi cari amici di Radioindie Music Like abbiamo graditi ospiti I Cosi nella persona di Marco Carusino… ciao Marco
MC: Ciao… ciao a tutti

RML: Ciao Marco e benvenuto. Allora: I Cosi. Come nasce un simile nome per una band?
MC: Solitamente si sta sempre a ricercare un nome particolare che spieghi tante cose della band… noi abbiamo cercato un po' di sdrammatizzare e di chiamarci nello stesso modo di come la gente di solito chiama quello che non si ricorda… gruppi o cose, oggetti… l'abbiamo presa un po' alla leggera sul nome e da una parte è un po' una provocazione per chi ha un ego molto grande… a differenza di un po' tutti quegli artisti che stanno li a ricercare nomi particolari, noi abbiamo scelto la strada opposta… certo è anche vero che lo zampino di Morganai suoi tempi a darci una mano in tal senso. Fu lui che ad un nostro primo concerto a chiamarci così… non avevamo neanche un nome…

RML: Nel 2007 accade per voi qualcosa di straordinario. Entrate prepotentemente nei grandi network radiofonici con il vostro primo album Accadra' pubblicato per la Warner Music. Com'è l'impatto con queste grandi realtà mediatiche?
MC: Mentre capita, mentre lo stai vivendo non ti rendi conto quasi di nulla, sembra tutto molto naturale. Noi abbiamo avuto un contratto con Warner in massimo 2 o 3 mesi per ottenerlo, peraltro chiedendolo normalmente. Sono cose che a volte capitano e ti portano a vivere molto alla leggera quello che sta succedendo. Te ne rendi conto invece dopo, quando tutto questo non c'è più… e allora ti rendi conto quanto fosse unico. Questo secondo disco infatti è auto-prodotto ed ho compreso insieme ai miei compari quanto sia faticoso e difficile gestire tutto da soli, autoprodursi interamente da soli, dalla scrittura al concept del disco… per cui essere catapultati così nel mondo delle radio è stata un'esperienza indimenticabile… ascoltare una tua canzone nelle radio a pochi giorni dall'uscita del disco è forse il sogno segreto di un po' tutti quelli che fanno questo mestiere.

RML: In effetti è quella porta virtuale che tutti i musicisti vorrebbero attraversare e non si sa alla fine qual è la vera regola per attraversarla, qual è la vera regola per raggiungerla. Poi quando capita, arriva questo "botto" difficile da assorbire… credo…
MC: Si più che altro poi ci vuole molto tempo per digerirlo… un tempo che varia da situazione a situazione. E quando ci sei dentro ti scontri poi con tante cose, che poi è stato il percorso della nostra carriera fino ad oggi che ci ha portato a questo secondo disco che parla e racconta appunto di questo scontro dell'uomo con la realtà.

RML: Si infatti il nuovo disco si intitola Canti Bellicosi ed è un racconto in musica, vero?
MC: Abbiamo cercato di metterci questi momenti conflittuali (e anche momenti belli). Momenti in cui ci trovavamo di fronte a decisioni come quella, per esempio, di cambiare la formazione della band perché il batterista aveva crisi esistenziali - e sai noi siamo un trio quindi cambiare un elemento è una rivoluzione molto profonda… ci siamo trovati in molte situazioni che abbiamo deciso di affrontare da subito con il dialogo. Attraverso la chiave del conflitto siamo riusciti a creare una sorta di concept album che indaga proprio questo tema. Principalmente affrontiamo il tema dei conflitti interiori che sono i primi che ognuno di noi tende ad affrontare… conflitti che se risolti o meno comunque li portiamo poi nelle relazioni con gli altri e nell'ambiente in cui viviamo

RML: E' stato complicato mettere assieme questi dieci pezzi?
MC: Onestamente si rispetto al primo disco - lavoro in cui siamo stati molto spontanei e senza troppi pensieri e calcoli - in questo invece c'è stato molto ragionamento sviluppando molte intuizioni che sono state estemporanee, magari abbiamo cercato di sviluppare temi musicali ricorrenti, ma poi abbiamo cercato nello specifico di creare proprio un concept album e in questa fase è stato molto difficile scegliere quali canzoni si e quali no, sistemare gli arrangiamenti di ogni brano… insomma è stato un lavoro molto più pensato e ragionato rispetto al precedente.

RML: Quanto c'è di trasgressivo? Oppure quanto è normale - considerando cha anche la normalità è qualcosa che non si può definire a priori?
MC: In realtà abbiamo cercato di evolvere il nostro punto di partenzaAccadra' era un chiaro riferimento alla musica degli anni sessanta, nel suo insieme… una sintesi di quello che noi abbiamo colto di quegli anni d'oro della canzone italiana.
In questo disco invece abbiamo cercato di osare di più, di essere più personali e di mostrare più il nostro carattere oltre che i riferimenti che ancora restano di quell'epoca. Poi paradossalmente penso che il risultato ci abbia portato ad un disco che si può considerare "normale"… oggi magari è più difficile trasgredire, e spesso si ostenta così tanto questa ricerca di trasgressione che si finisce per essere naturali che alla fine dei conti risulta la più grande trasgressione che c'è
.

RML: Quanta musica ascolta Marco e quali dischi ascolta?
MC: Costantemente, sempre… un sottofondo musicale c'è sempre nella mia vita. Ultimamente ho scoperto una chitarrista cantante inglese che si chiama Anna Calvi, una cantautrice che mi ha colpito molto soprattutto nel modo di suonare la chitarra, con una voce un po' alla PJ Harvey… così come cose più leggere come l'ultimo disco di Paolo Nutini - ormai datato - ma che mi aveva colpito molto per la sua semplicità o il disco solista di Pete Doherty, un lavoro secondo me eccezionale. Ecco forse di italiano ultimamente sto ascoltando poco, non sono riuscito ancora a dedicarmi molto alla musica italiana, forse perché la faccio e ne sono immerso in altro modo, ma anche li ci sono riferimenti interessanti come l'anteprima che ho ascoltato del disco degli Amor Fou… insomma di musica per fortuna ce ne sta davvero tanta.

RML: Quali sono i vostri prossimi e immediati progetti?
MC: Nell'immediato forse c'è il video, che uscirà lunedì, del nostro nuovo singolo Universo, i concerti intanto vanno avanti, la tournée è in allestimento ma già con delle date fissate. Per qualsiasi notizia consiglio sempre la pagina Facebook - I COSI - dove teniamo aggiornato un po' tutto.

RML: Ricordiamo gli altri "cosi"?
MC: Certo. Al basso e preziose seconde voci Antonio Mesisca e alla batteria ormai da più di due anni con noi c'è Alessandro Deidda anche batterista de Le Vibrazioni.

RML: Grazie Marco per essere stato con noi a RadioIndie Music Like
MC: Grazie… grazie a voi.

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