Tra le migliaia di ricordi e pensieri che vengono espressi sulla rete per la morte di Steve Jobs, c'è un fitto gruppo di persone che lo ringrazia: gli appassionati di musica.
In un epoca in cui il diritto d'autore viene spesso mescolato con libertà di share e un tocco di assenza di privacy, c'è chi ha ripensato alla fruizione delle canzoni e dei contenuti multimediali.
Steve Jobs aveva quella sana pazzia che solo i grandi mentori della storia, dell'arte e dell'industria può avere: la consapevolezza di cambiare il mondo.
Al suo ritorno in Apple, riprese la sua posizione ad un dollaro al mese. Un suo obiettivo: migliorare e stupire dove aveva fallito.
Il lancio del primo iPod venne giudicato dalla critica come un vano tentativo di lanciare un player musicale costoso e pesante, ma oggi chi non ha un dispositivo Apple?
L'inserimento orizzontale in ogni periferica di un player iTunes ha trasformato anche il mercato della musica digitale in rete e ha diviso quasi silenziosamente il pubblico più comune: chi scaricava illegalmente e chi scaricava anche attraverso iTunes.
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