Everything seems so perfect from far away

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Con il supporto della Seahorse Recording e della New Model Label, i Formanta! hanno fatto le cose in grande e, a coronamento di un lungo ed intenso periodo di registrazioni miste a live, il 2012 porta nei negozi il primo album del gruppo intitolato Everything Seems So Perfect From Far Away. L’album segue e perfeziona, a ben tre anni di distanza, il precedente lavoro in studio, Shiny E.P. People (che rappresenta una dichiarazione d’amore del gruppo per le sonorità anni '90), datato 2009.

Pur non nascondendo le loro influenze di stampo classic-rock (Smiths, Wilco, R.E.M.) i Formanta! ci regalano un album genuino, originale e tutt’altro che “copiato”, grazie alla ricerca di soluzioni sonore e stilistiche mai banali, valorizzate dalla notevole perizia tecnica e compositiva dei componenti del gruppo. Gli arrangiamenti si distinguono per un uso maggiore del piano rispetto al passato e un suono più profondo ottenuto grazie all'uso di archi, trombe ed ottoni. L’ottimo lavoro in fase di arrangiamento conferisce inoltre omogeneità ad un sound fresco e immediato, impreziosito dalla deliziosa eleganza della voce di Sabrina Gabrielli (notevole in You’ll Like It, We’re Swimming e No Title), la Kate Bush italiana.

Nel solco della migliore scena indie-rock mancuniana di metà anni '80, le chitarre ricamano delicati ma incisivi fraseggi in perfetta sintonia col sognante e romantico mood. ll disco si apre con la potenziale hit Sleeping Pills, power-pop perfettamente in equilibrio tra melodia e feedback. Tra i pezzi forti del disco ci sono sicuramente You'll Like It, un pezzo meraviglioso le cui chitarre ricordano gli intrecci dei Television e dei Feelies più rilassati, il delizioso pop pianistico di Something Left e ancora After The Day, pezzo in cui le atmosfere si fanno più cupe: il basso pulsa incessantemente, mentre le chitarre disegnano traiettorie shoegaze.

Un album solare, ma anche malinconico, interpretato con graffiante delicatezza, emotivamente intenso e capace di parlare di sentimenti veri. Sicuramente un'interessante novità del panorama della scena indie italiana. Se vogliamo proprio cercare un lato negativo, non convince molto (per non dire per niente) l’artwork del disco. È vero che la musica passa per le orecchie, ma come come si dice: anche l’occhio vuole la sua parte.

Silvia Fazzini

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Autore di questo Articolo

Paolo Carelli

Paolo Carelli

Amo tutto ciò che è classic rock. Gamer incallito, indefesso lettore di science fiction e fumetti. Studio Gestione dei Media all'Università della Svizzera Italiana di Lugano.

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