Ecco chi sono davvero i Daft Punk

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Sono il duo più forte del momento, e forse di sempre. Stanno spopolando in radio e sul web con Get lucky, orecchiabile pezzo elettropop con richiami funky anni Settanta, realizzato in collaborazione con il rapper Pharrell Williams, già destinato a diventare uno dei tormentoni di quest'estate. Loro sono i parigini Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, ovvero i Daft Punk, grandi protagonisti del panorama musicale negli anni Novanta – loro era la hit Around the world con il famoso video a base di zombie e mummie danzanti girato dal genio di Michel Gondry -, tornati ora alla ribalta dopo otto anni di sparizione dalle scene con il nuovo album Random access memories. Un album che sa già di capolavoro con grande spazio all'elettronica, certo, ma con accenni funky e classici e collaborazioni illustri, dal già citato Pharrell al compositore Giorgio Moroder.

Ma non è solo per il talento musicale che in questi anni si sono contraddistinti: loro vezzo e particolarità è anche quella di non aver mai svelato i propri volti in pubblico, ma di essersi sempre nascosti dietro dei caschi per ben 16 anni. Alla domanda “Chi sono i Daft Punk in realtà?” è sempre stato impossibile rispondere. Fino ad oggi.

È di qualche ora fa, infatti, lo scatto che ha fatto il giro del mondo: i due musicisti senza elmetto in una foto rubata durante un rinfresco negli uffici della Sony e pubblicata su Facebook e Twitter dai colleghi The Knocks.

Una foto che ha scatenato immediatamente il delirio tra i fan e che è stata prontamente rimossa dai proprietari, onde ledere ulteriormente una carriera fondata tutta sul mistero delle identità.

I due musicisti, infatti, iniziarono a suonare coperti in volto con dei sacchetti di plastica neri, passando poi a delle maschere disegnate da un loro amico francese, ripiegando infine sui futuristici elmetti che tutti conosciamo. “Ci fu un incidente nel nostro studio. Stavamo lavorando con il sampler e questo esattamente alle 9.09 del 9 settembre 1999, esplose. Quando riprendemmo conoscenza, ci accorgemmo che eravamo diventati dei robot”. Due robot tornati umani, anche se solo per qualche ora.

Francesca Favotto

Photocredits: www.mauxe.com

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Francesca Favotto

Francesca Favotto

Linguista per necessità, ma giornalista per passione e per mestiere, scrivo per vivere e vivo per scrivere, soprattutto. Scrivo di ciò che mi appassiona, che mi piace: amore, sesso, musica, moda, lifestyle, cultura. Scrivo anche quando non ho nulla da scrivere, raccogliendo i miei pensieri nei miei due blog. Ho un ragazzo, una sorella, una famiglia, un pugno di buoni amici, due gatte e un cane: loro sono la mia vita. Amo fare shopping, leggere libri, divorare riviste, ascoltare musica, uscire con le amiche, seguire le mie serie tv preferite e rivedermele ogni due per tre e il carpaccio di melanzane di mia madre. Mi sembra di avervi detto tutto, e quello che non vi ho detto... scopriamolo insieme!

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