Barracuda Rock Tour: primi bilanci (rigorosamente ‘on the road’)

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Il primo, vero viaggio del nostro Barracuda Rock Tour è finito. Un furgone Mercedes del 1981, guidato dal giornalista di Radio Popolare Martino Iniziato, è partito una settimana fa da Milano per Francoforte. Destinazione, un concerto di Bruce Springsteen.

Mi sono unito ai vagabondi a Colonia, siamo andati al Pinkpop di Landgraaf e all'Olimpiastadion di Berlino. Nella notte tra mercoledì e giovedì siamo ripartiti destinazione fermata Comasina a Cormano, raggiunta dopo 18 ore di viaggio.

In mezzo, 2 controlli della polizia, una multa in Austria (salata, 120 euro) perchè non abbiamo preso la deviazione per la dogana, dove si acquista il tagliandino adesivo per l'autostrada.

E soprattutto tanti concerti, un sacco di nuovi amici, "bella gente" con cui condividere tutto: speranze, sogni, amarezza, un letto per dormire a bordo del furgone, le grigliate prima dei concerti, nei parcheggi, strade smarrite e strade ritrovate.

Vita on the road, magica e indimenticabile.

E' questo il puro senso della nostra esperienza: raccontare la vita di chi va ai concerti, vedere le loro facce, catturare le loro emozioni, fotografare le canzoni che richiedono attraverso cartelli giganti o piccolissimi, intervistarli come facevano gli inviati di una volta.

Siamo in giro per descrivere la vita dei fans, che per noi sono le vere rockstar, e non tanto per raccontare i concerti "suonati": per quelli, ci sono persone molto più preparate di noi in grado di farlo.

Lo spirito del nostro Tour è raccontare tutto questo vivendolo in prima persona: perché ci siamo pagati tutti i biglietti, vogliamo fare le code (o almeno ci proviamo, perché c'è molto da lavorare!), ci siamo fatti le magliette e i cappellini e abbiamo la grande possibilità di conoscere tante persone nuove, di stringere amicizie sincere e durature.

Il primo, lungo viaggio in furgone è stato davvero magico: lo stesso numero di probabilità e imprevisti, sempre gli stessi chilometri orari (difficile andare oltre i 100), la gioia di mettere in condivisione tre ore di musica ma soprattutto quindici ore di attesa.

Le notti nei parcheggi, divisi tra chi dorme sul minibus e chi sulla macchina (gli straordinari ragazzi di Trieste is Rock), la corsa verso la transenna o l'intera giornata trascorsa in mezzo al popolo rosa del Pinkpop, tra giostre panoramiche dove bere sangria e truck di Jack Daniel's per farsi una foto ricordo.

Tutto bellissimo, ed è solo l'inizio.

Oggi (venerdi) ci rimettiamo in viaggio: andiamo a Lisbona al Rock in Rio!

Gianmaria Vacirca

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Autore di questo Articolo

Paolo Carelli

Paolo Carelli

Amo tutto ciò che è classic rock. Gamer incallito, indefesso lettore di science fiction e fumetti. Studio Gestione dei Media all'Università della Svizzera Italiana di Lugano.

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