C’hanno pensato i torinesi Linea 77 e gli inglesi Gallows, a scaldare gli animi dei fans dei Rage Against the Machine presenti ieri a Modena per il ritorno in Italia della band più politicizzata di tutti i tempi. I primi hanno suonato mezz’ora, cinque canzoni dell’ultimo album, e una manciata dei loro classici più vecchi, specificando che essere su quel palco era un sogno che diventava realtà (i loro primi passi nel mondo della musica, li hanno fatti come cover-band degli angeleni). I Gallows invece, dire che non hanno riscosso troppo successo è un eufemismo. Bottiglie (piene e vuote) e lattine di birra venivano regolarmente lanciate dal pubblico alla volta del cantante, che più che cantare, sembrava gridare un punk tutto uguale sopportato da quattro musicisti che non hanno lasciato il segno.
Ma la gente ieri era a Modena per un altro motivo, e il motivo si chiama Rage Against the Machine. Una macchina schiaccia sassi, una forza travolgente che fa saltare tutto lo stadio di calcio, gremito all’inverosimile, spalti compresi. Sono circa le dieci quando le luci si spengono, la sirena di Guantanamo riecheggia e i quattro salgono sul palco con tute arancioni e sacchi neri in testa. La stella rossa alle loro spalle, il pubblico non vede l’ora di lasciarsi andare sulle note di Tom Morello e compagni. Cantano “Bombtrack” e si scatena il putiferio. Una massa uniforme, migliaia di persone, che salta e poga al loro ritmo, con le rime taglienti di Zack de la Rocha gridate a squarciagola dai fans. Poi si tolgono tute e sacchetti, e dopo un interlocutorio inno di chiaro stampo comunista, attaccano con “Testify”, “Bulls On Parade”, “People of the Sun”, e così via, tredici canzoni, per un concerto tiratissimo ed estenuante a più non posso. Nella set-list trova spazio anche una bellissima “Renegades of Funk”, inattesa dal vivo prima di questo tour europeo, e suonata perfettamente, come del resto tutto il concerto. A due canzoni dalla fine, con il pubblico in delirio, i quattro tornano nei camerini per due minuti di pausa. Tanto basta ai fans per riprendersi, e per dare il massimo nell’encore, durante il quale suonano “Freedom” e “Killink in the Name”. L’intero stadio prima ascolta il discorso di Zack de la Rocha che accusa l’amministrazione Bush e non solo, ed esorta le persone presenti a far sentire la propria voce (“non c’è niente che mi disgusti più del silenzio”), e poi grida a squarciagola “fuck you I won’t do what they tell me”, a conclusione di una serata fantastica. Tom Morello si toglie la chitarra e la lancia ad un membro dello staff che la prende al volo, e Brad Wilk lancia le bacchette a due fortunati all’interno del pit. I quattro, uno affianco all’altro, salutano con il pugno uno stadio che ricambia, e poi prendono la via dei camerini contenti e sorridenti. Un concerto sensazionale, come se ne vedono pochi per intensità espressa sopra e sotto il palco. Semplicemente, uno spettacolo.
Foto (quelle belle, le altre sono le mie) di Touring Bands & Friends:
http://www.flickr.com/photos/touringbands/
Grazie!
Tipo: RECENSIONE
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Scritto da spookymulder il 16-06-2008 - Tempo di lettura: 38 secondi
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R:A:T:M davvero spettacolari, e posso dire: "io c'ero"!!!
ivo
anzi, come direbba un nostro amico..
cazzo figata!!!!!!!!!
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inserito il 16-06-2008 alle ore 13:22
i
fra
Rage Against The Machine _______________________
inserito il 16-06-2008 alle ore 10:17
fico!
mariok
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inserito il 16-06-2008 alle ore 09:21